Lo sciopero proclamato dalla CGIL irrobustisce una risposta popolare e sociale forte e netta ad una manovra economico-finanziaria del Governo iniqua e antidemocratica, oltre che ampiamente inadeguata sia alla gravità della crisi che alle esigenze del Paese.
Questa reazione all’improvvisazione, all’ingiustizia e all’approssimazione va sostenuta per rafforzare l’argine ad un ulteriore degrado istituzionale e sociale, all’aggravamento delle diseguaglianze sociali, alla restrizione dei diritti e delle tutele dei lavoratori e delle componenti più deboli della società.
Il drastico taglio ai trasferimenti alle regioni e agli enti locali accentua gli effetti dannosi della manovra per aree sociali e geografiche marginali.
Un movimento ampio e articolato all’ennesima manovra, che dovrebbe risanare i conti, ma che rende più disgregato il Paese e rinuncia ad ogni prospettiva di ripresa, è la condizione per scongiurarne gli effetti perversi, economici,e sociali e istituzionali, accrescere la possibilità di modificarla e porre le basi per una nuova stagione sociale e politica.
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