Prima parte del documento, quella concernente i “Principi” che racchiude l’insieme di valori da tutelare e affermare, delle finalità da raggiungere, deglii intenti politici da perseguire, delle politiche da attuare, degli impegni a promuovere diritti e a soddisfare bisogni.
“L’intero catalogo dei principi – a parere di Santochirico – salvo il generale e preliminare richiamo dei principi costituzionali, potrebbe essere ordinato e suddiviso per campi, non solo omogenei, ma anche chiaramente indicativi della volontà del legislatore e dei valori in cui si riconosce e unisce la comunità regionale. La regione – ha spiegato – si dichiara e si presenta attraverso quattro paradigmatiche specificazioni: ‘La regione della democrazia’, caratterizzata dal giusto rapporto tra autonomia regionale e unità nazionale, con il giusto ruolo per partecipazione, associazionismo e volontariato, autonomie locali, pari opportunità; ‘La regione della persona’che contempla persona, diritti umani, formazioni sociali, famiglia e diritti dei minori, diritto alla salute alla cura e all’inclusione dei disabili, diritto all’abitazione, senza dimenticare larealtà costituita dalla immigrazione ed emigrati; ‘La regione della solidarietà’: pace, libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, programmazione e sussidiarietà, diritto al lavoro e diritti sociali, diritti dei consumatori, diritti degli immigrati ed emigrati; ‘La regione delle risorse e della sostenibilità’ che tiene nel debito conto: ambiente, territorio, risorse naturali, patrimonio storico e artistico, paesaggio, istruzione e formazione, all’informazione, alla cultura, scienza ricerca e innovazione, iniziativa economica e sviluppo”:
“Le aggregazioni ipotizzate – ha precisato Santochirico – cercano di tenere conto della discussione in Commissione e di prefigurare profili che tengano conto della storia e del futuro.Democrazia, persona, solidarietà e sostenibilità sono le quattro parole chiave che potrebbero racchiudere ed esprimere la tavola valoriale e programmatica della regione. La collocazione di alcuni principi può essere diversa. Per esempio, i temi immigrazione/emigrazione possono essere ricompresi sia nel campo della persona che in quello della solidarietà. L’opzione per quest’ultimo tende a sottolineare la responsabilità sociale in materia di accoglienza (immigrazione) e il legame comunitario con chi vive al di fuori dei confini regionali (emigrazione). Altri casi problematici riguardano il campo definito ‘la Regione delle risorse e della sostenibilià’. Preliminarmente, è opportuno esplicitare la forte valenza e pregnanza politica e culturale di questa aggregazione. Essa coinvolge beni materiali primari per la nostra regione, rappresentati da quelli che possiamo definire risorse naturali e/o ambientali. A questo nucleo primario si sono voluti accomunare, da un canto, istruzione, formazione, informazione, cultura, scienza, ricerca e innovazione, dall’altro, iniziativa economica e/o sviluppo. Il primo collegamento si fonda sia sulla comune qualificazione in termini di ‘risorse’, ossia di fonte, mezzo, capacità, potenzialità da conservare e accrescere, sia sulla rilevanza o utilità sociale di beni immateriali (istruzione, ecc.) e sulla loro coessenzialità alla tutela e valorizzazione di quelli materiali/naturali. In verità – ha sottolineato Santochirico – questo sottoinsieme sarebbe stato inquadrabile anche nel campo definito ‘Regione della democrazia’ per il suo indubbio valore civile, in termini di partecipazione consapevole alla vita politica e sociale, come era stato autorevolmente suggerito. Addirittura, avrebbe potuto avere dignità di aggregazione autonoma sotto il titolo ‘Regione dei saperi’. La scelta che si propone è di prediligere l’abbinamento natura e cultura, che costituiscono l’asset fondamentale del futuro della Basilicata, accentuandone la proiezione programmatica. Ed è per questa ragione che a questi due si aggiunge anche quello relativo all’iniziativa economica e allo sviluppo. L’attività economica, indispensabile per il benessere individuale e collettivo, trova nelle risorse ambientali il volano e il limite del suo dispiegamento. Il trinomio natura, cultura, economia, riassume il quadro delle compatibilità/opportunità della Basilicata. L’esposizione delle ragioni delle aggregazioni proposte sono sintetiche o addirittura sottointese. Andranno esplicitate alla luce del dibattito. Sono sempre rinviate alla fase successiva alla condivisione di questi campi, l’esplicitazione del contenuto e dell’azione collegata (promozione, tutela, garanzia, valorizzazione, ecc.).
La Seconda parte della bozza di discussione riguarda “Il Sistema politico istituzionale”, in pimis la Forma di govermo. “L’orientamento prevalente, emerso in Commissione – ha ricordato Santochirico – individua nell’attuale forma di governo il sistema da recepire e sancire nel nuovo Statuto. Contestuale elezione diretta del Consiglio regionale e del Presidente della Regione, con applicazione del principio “aut simul stabunt aut simul cadent”. Non mancano le riserve su questa scelta, né le sottolineature di aspetti positivi (più flessibilità e minore personalizzazione) del sistema di elezione diretta del solo Consiglio regionale, con investitura fiduciaria Presidente e della Giunta, ma si ritiene inopportuno il ritorno a quest’ultimo. Tuttavia, è radicata e condivisa l’esigenza di ricalibrare i rapporti fra gli organi in modo da restituire al Consiglio un ruolo più incisivo. In questa, ottica, acquistano particolare rilevanza le attribuzioni e il funzionamento degli organi, nonché le relazioni fra essi. Fermo restando lo schema già presentato alla Commissione, si esplicitano alcuni approfondimenti”.
Consiglio regionale: la previsione è quella dell’elezione diretta del Consiglio regionale, con rinvio della disciplina elettorale, comprensiva di cause di incompatibilità e illeggibilità, ad una legge ad hoc (eventalmente da approvare con maggioranza qualificata), e del numero dei componenti l’Assemblea legislativa. Previsione, inoltre, del principio di autonomia giuridica e organizzativa dell’Assemblea legislativa. Nella disciplina relativa a funzioni, poteri, attribuzioni, sarà importante sottolineare la funzione di rappresentanza delle istanze della società e di concorso nella definizione dell’indirizzo politico. Fra le attribuzioni, oltre a quella generale legislativa (riservata solo ed esclusivamente al Consiglio) e l’elencazione analitica di materie (bilancio, fisco, accordi sovraregionali o interregionali, potestà regolamentare ecc..), dovranno essere specificamente considerate quelle relative alla programmazione, generale e settoriale, alla verifica e valutazione degli strumenti attuativi e dei risultati delle politiche pubbliche. All’Esecutivo vanno assicurati poteri di proposta e di impulso che consentano il pronunciamento dell’assemblea legislativa sui punti che il governo ritiene significativi e necessari ovvero urgenti, in tempi compatibili con l’attuazione degli stessi. Alle opposizioni va garantita la possibilità di illustrare e discutere le proprie proposte qualificanti con la necessaria visibilità. Vanno determinate le prerogative di presenza e rappresentanza che consentano di esercitare il proprio ruolo, e, in particolare, quello di controllo. Acquista in questo contesto particolare importanza la regolazione della programmazione dei lavori consiliari. A garanzia dell’esercizio della funzione, viene previsto anche uno statuto del Consigliere, quale insieme di disposizioni su status, diritti, doveri , prerogative. Per organi interni del Consiglio regionale, accanto alle previsioni relative a costituzione, funzionamento, cessazione, ecc., meritano particolare segnalazione le questioni circa il ‘Presidente dell’Assemblea’: evidenziare il ruolo di garanzia attiva degli interessi di tutti i soggetti coinvolti nelle attività deliberative, rafforzando i poteri arbitrali e di intermediazione. Autonomia e prestigio super partes consentono di esaltare la capacità dell’Assemblea regionale di rappresentare unitariamente l’intera comunità regionale e di distinguere il piano istituzionale dall’esercizio dei poteri propri del governo e della maggioranza; ‘Gruppi consiliari’: vanno favorite norme finalizzate ad una sempre maggiore aggregazione, per ridurre la frammentazione e rendere leggibile e trasparente la dialettica politica; ‘Commissioni consiliari permanenti’: importante assicurare e rafforzare la bidirezionalità delle Commissioni verso il governo regionale e verso la società. Inoltre, è importante che vi sia specularità fra configurazione delle Commissioni permanenti e articolazione della Giunta regionale e sarebbe preferibile che entrambe corrispondessero alla configurazione delle politiche regionali. Infine, dovrebbe essere valorizzato il ruolo delle Commissioni a presidio della qualità della normazione, nonché di controllo e valutazione degli effetti della legge e delle politiche regionali; ‘Regolamento del Consiglio’: è decisivo rimarcare l’importanza nella definizione di procedimenti che, tutelando la dialettica politica e il rispetto dei ruoli, garantiscano trasparenza, responsabilità, certezza, tempestività. Sarà il luogo in cui si concretizzeranno le indicazioni su statuto delll’opposizione e dell’esecutivo, sulla partecipazione del consiglio all’indirizzo politico e sulla effettività del controllo; ‘Programmazione attività’: la programmazione dell’attività consiliare è uno degli snodi decisivi per rendere il ruolo del consiglio credibile verso la società, efficace e penetrante nell’assicurare l’effettività dell’attività di governo e opposizione, necessaria e rilevante per garantire tanto la partecipazione alla funzione di indirizzo quanto la reale e puntuale funzione di controllo; ‘Sessioni’: oltre a quelle tipologicamente prevedibili in relazione alle forme e ai tempi di convocazione, appare di notevole interesse sancire momenti decisivi in relazione all’oggetto, che consolidano l’essenzialità del ruolo dell’Assemblea. La sessione comunitaria, di bilancio, di programma, sono ipotesi che vanno in questa direzione, appuntamenti preordinati e inderogabili che servono per dare trasparenza ed effettività ai ruoli degli organi; ‘Giunta regionale e Presidente’: elezione diretta del Presidente. Previsione cause di cessazione e impedimento. Attribuzioni monocratiche. Giunta: composizione (numero max assessori, incompatibilità, genere, assessori esterni, nomina e revoca). Regolamento giunta (convocazioni, deliberazioni, ecc.). Mozione di sfiducia (proposizione, votazione, effetti); Censura (vs. Assessori, modalità, effetti). Presentazione programma e Giunta. Dibattito annuale sulllo stato della regione? Prevedere la questione di fiducia? Nel rapporto Giunta-Consiglio, devono trovare regolazione: a) le nomine – Distinguere fra nomine di competenza della Giunta e nomine di competenza del Consiglio. Sulle nomine di competenza della Giunta potrà essere previsto il parere, il gradimento del Consiglio (Commissione) ovvero la semplice comunicazione. b) atti programmatici e di indirizzo generale sugli schemi di tali atti occorre vi sia il parere preventivo del Consiglio (Commissione).
Nell’ ambito della Funzione, o potestà legislativa, dovranno essere regolate: “L’iniziativa legislativa” sicuramente riconosciuta ai singoli consiglieri regionale e alla Giunta, può/deve essere estesa ad altri soggetti ad es. certo numero consigli comunali, consigli provinciali, consiglio EE.LL., certo numero di elettori; “Il procedimento legislativo”, saranno distinte la fase istruttoria e quella deliberativa. Assegnazione, termini, ecc. dovranno essere disciplinati dal regolamento. Opportunità di fissare maggioranze ad hoc (qualificata o assoluta) per determinate
Leggi ( p.es,. Finanziaria, bilancio, rendiconto, istituti di partecipazione o consultazione, nuovi enti ecc..); “Il procedimento redigente”, per consentire l’accelerazione dell’iter, ma anche per evitare aggravi in Consiglio, si può prevedere che in Commissione ci sia la discussione generale e la votazione per singolo articolo, lasciando al Consiglio quella finale. Possibilità richiamo in
consiglio (Giunta o quota parte Consiglio); Promulgazione, pubblicazione e vacatio; “Funzione (o potestà) regolamentare”: ricalca sostanzialmente le modalità attuative di quella legislativa. L’iniziativa è ovviamente limitata a Consiglieri e Giunta. Si può prevedere in Commissionea anche il procedimento deliberante, oltre che quello redigente; “Qualità della normazione”: lo Statuto conterrà norme volte a garantire la qualità e la comprensibilità della normazione, nonché la sua organicità anche attraverso Testi Unici. Inoltre, sono da prevedere controlli e valutazioni diretti a verificarne l’impatto e gli effetti delle leggi. Sarà opportuno istituire un Comitato per la legislazione.
La Terza parte del documento riguarda il “Il Sistema pubblico regionale”. L’ Organizzazione diviene l’assunzione del metodo delle programmazioni per la propria azione. I principi ispiratori dell’organizzazione: funzioni delegate; enti strumentali; organizzazione uffici (imparzialità, buon andamento e trasparenza) e personale; I principi ispiratori dell’attività amministrativa (efficacia, efficienza, eticità, equità, economicità); Procedimento amministrativo (accesso, partecipazione, motivazione); La separazione tra indirizzo politico amministrativo e gestione. In materia di dirigenti, norme su requisiti, modalità conferimenti, compiti, responsabilità; Previsione di istituzione con legge di : a) Agenzie regionali (unità amministrative di scopo); b) Enti pubblici e Aziende (enti pubblico-economici), in base al principio di sussidiarietà e proporzionalità per lo svolgimento di attività di interesse generale limiti al commissariamento; c) Società di diritto comune ( o assunzione di partecipazioni, in base agli stessi principi e per le finalità di cui agli Enti pubblici.
L’autonomia finanziaria della Regione: Tributi propri (legge), compartecipazione a gettito erariale, partecipazione a fondo perequativo; Disciplina il proprio demanio e patrimonio; Adozione del metodo della programmazione economico-finanziario, Dpefr (documento di programmazione economica e finanziaria regionale); Previsione bilancio annuale e pluriennale: Legge finanziaria; Legge di contabilità; Previsione sui bilanci e rendiconti di Agenzie, Enti e aziende; Il rendiconto generale.
La quarta parte del documento prende in consiferazione “Il Sistema interistituzionale”
Modulazione del principio di sussidiarietà: possibile articolazione in sociale, funzionale, istituzionale, ovvero limitazione a quest’ultima; Principi in materia di sussidiarietà istituzionale (sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione); Attribuzione e delega di funzioni regionali: disciplina (eventualmente con regolamento) competenze, entità, determinazione destinatari; copertura finanziaria; controlli. Il consiglio delle autonomie locali: Funzione consultiva e partecipativa; Composizione e funzionamento rimessi a legge ad hoc; Attribuzioni (ampie: pareri, proposte, osservazioni, nomine per sistema EE.LL); La conferenza regionale per la programmazione,organo consultivo regionale, cui partecipano rappresentanti di autonomie funzionali, categorie sociali, volontariato, associazionismo, tempo , settori, ex consiglieri regionali. Esemplificativamente: pareri su Dpefr, rendiconto, atti di indirizzo, osservazioni modifiche Statuto.
La Quinta parte della proposta di attuazione del nuovo Satuto si occupa de “Le Istituzioni e la società regionale”.
Promozione della partecipazione, della consultazione, della manifestazione di opinioni, pareri proposte da parte di portatori di interessi diffusi e collettivi; Istituzione di un Albo Regionale della Partecipazione; Possibilità di costituire consulte e tavoli tematici, anche temporanei; Partecipazione ai procedimenti amministrativi di soggetti portatori di interesse che possano essere danneggiati; Dovere di informazione sull’attività regionale e garanzia del diritto di accesso, così come regolato dalla legge; Diritto di petizione da parte dei cittadini in relazione a provvedimenti o esigenze relativi a competenze regionali; Diritto di interrogazione dei soggetti sociali organizzati e di quelli iscritti all’albo e disciplina ex lege; Iniziativa di legge popolare. “Referendum abrogativo”:
Disciplina del procedimento: a) elenco delle materie e atti sottoponibili a referendum; b) individuazione dei soggetti legittimati alla richiesta; c) valutazione dell’ammissibilità (soggetti e parametri); d) istituzione, espletamento, esito ed effetti;“Referendum consultivo”: Casi e modalità ex lege;“Referendum approvativo”: Riflessione sulla sua previsione. Esso consiste nella richiesta di un certo numero di elettori di sottoporre al voto una proposta di legge o di regolamento, nel caso in
cui, in un certo tempo dato, il Consiglio non la approvi o l’approvi con modifiche sostanziali. Va previsto il procedimento, le materie e i requisiti di ammissibilità; “Referendum confermativo statutario”: Da disciplinare con legge ad hoc per dare attuazione all’art. 123 della Costitizione; “Istruttoria pubblica”: In casi di formazione di atti normativi o amministrativi di carattere generale, l’adozione può essere preceduta da una istruttoria pubblica, cui partecipano altri
organi istituzionali, associazioni, comitati, gruppi di cittadini portatori di interessi collettivi o diffusi; Condizioni e requisiti per richiesta; Disciplina ex lege del procedimento e provvedimento conclusione che tiene conto delle risultanza istruttorie.
Gli istituti di garanzia: Ufficio del difensore civico, Commissione pari opportunità, Corecom, Consulta Statutaria. Si aggiungono Osservatori, Controllo di gestione, Consigli/Commissoni dei corregionali (lucani, nella fattispecie) nel mondo, Consulte.
La Sesta parte del documento tratta degli “Strumenti di raccordo”: Rapporti con Unione europea, Rapporti internazionali, Rapporti con lo Stato, Rapporti con altre Regioni. Le “Disposizioni finali e transitorie” costituiscono la Settima ed ultima parte della bozza di discussione per la creazione del nuovo Statuto. Vi sono inseriti: i controlli, gli effetti dell’ approvazione dello Statuto, la revisione statutaria, l’ adeguamento alla legislazione ordinaria, l’indizione delle elezioni.
Il presidente Santochirico ha sottolineato “di aver ripreso in parte quanto già discusso in precedenti incontri e di aver ricercato una possibile soluzione al fine di tenere insieme una serie di elementi segnalati dai vari consiglieri. Quattro i nuclei fondamentali del documento riconducibili ai Principi enunciati nel documento, evitando, per quanto concerne il Consiglio regionale, una mera elencazione di attribuzioni, quanto piuttosto recuperandone la centralità per il giusto equilibrio politico-istituzionale, definendo il rapporto con la Giunta in modo coerente ed esplicito. A questo – ha proseguito – si aggiunge l’accentuazione di una Regione sempre più luogo di rappresentanza con un ruolo ben specifico e pregnante delle Commissioni consiliari. Una Regione che tende a fondere individuo, società, partecipazione attiva dei cittadini, divenendo Ente di programmazione e legislazione più che di gestione con l’oppotuna rilevanza per gli istituti di garanzia ed il concetto prioritario di sussidiarietà”. Nel corso dei lavori sono intervenuti i consiglieri Viti (Pd), Singetta (Api), Pagliuca (Pdl), Scaglione (Pu), Navazio (Ial), Falotico (Plb), Mazzeo Cicchetti (Idv), Mollica (Mpa), ROmaniello (Sel).
In conclusione della seduta, avendo constatato la sostanziale condivisione sui principi fondamentali, è stato deciso di mantenere il documento quale imprescindibile schema di riferimento. Tutelando il principio della massima partecipazione è stato anche stabiliti di porre in essere la dovuta interlocuzione con le forze politiche, il mondo dell’associazionismo e con i veri soggetti della società civile e, quindi, di stilare una proposta più discorsiva da sottoporre nei “Giorni dello Statuto”, nel prossimo mese di gennaio all’attenzione del mondo esterno, procedendo contestualmente alla attuazione di una prima ipotesi di legge elettorale, quale elemento strettamente connesso allo Statuto. Nella seduta della Commissione del 7 dicembre sarà presentato un documento ulteriore e più esaustivo che, dopo i passaggi e le audizioni per renderlo maggiormente rappresentativo delle istanze rappresentate, dopo il mese di gennaio, sarà posto all’attenzione della massima Assemblea regionale.


