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Realtà e illusioni del Governo Monti. Appello per il manifesto

di Enzo Santochirico

Realtà e illusioni del Governo Monti. Appello per il manifesto

• Bill Emmott, sulla Stampa di oggi, costata che la trasformazione dell’immagine dell’Italia all’estero in soli tre mesi, è, a dir poco, un miracolo.
Ma subito aggiunge, il miracolo è un’illusione perché un Paese non cambia così tanto in tre mesi.
A tutti gli apologeti di Monti, suggeriamo di pensare cosa sarebbe, e come percepiremmo , il suo governo se non fosse succeduto a Berlusconi.

• Carlo Carboni sul Sole 24 Ore di ieri (8 febbraio) , in un interessante articolo, “l’Italia si sta scoprendo diversa”, accanto al ricambio repentino della classe politica e al ritorno della classe borghese al timone del Paese, come auspicava De Rita (v. De Rita-Galdo, L’eclisse della borghesia, Laterza, 2011), scorge “tracce di un mutamento della cultura sociale” che sembra orientarsi verso un nuovo civismo (tema caro a Bersani già da qualche anno). Leggiamo sempre con molta attenzione un’intellettuale rigoroso e arguto come Carboni, ma ci appare prevalere più il desiderio di un cambiamento che una reale comprensione dello stato delle cose. Vi è rassegnazione, poca reazione (la “collaborazione civica” nella segnalazione su Internet
di casi ed aree di evasione, che ci segnala coesiste sulla rete con tanti altri fenomeni di segno diverso), scarso entusiasmo, assenza di visione e di speranza. Un Paese, per di più come l’Italia, non è né una banca né un’Università privata.

• Qualche consapevolezza di questa fredda e ragionieristica gestione del post berlusconismo comincia a diffondersi ed emergere anche fra i più tenaci sostenitori del Governo Monti. Luigi Battista sul Corriere della Sera di oggi (“Una relazione da rafforzare”)
timidamente consiglia meno indifferenza, tecnicismo, freddezza e più passione, emozione, orgoglio.

• Una rassegnazione e un distacco che graziano il Governo anche per l’assenza di un coordinamento organico e tempestivo di fronte ad un’emergenza neve che determina isolamenti, blocchi, morti. Lo smantellamento della Protezione Civile per le sue degenerazioni è un’altra eredità berlusconiana. Ma non ci sembra che in questo Governo ci siano sensibilità e progettualità adeguate ad una grande opera di salvaguardia e manutenzione del territorio, che son le condizioni minime per evitare disastri e paralisi.

• Fra gli effetti collaterali dell’azione di questo Governo c’è anche l’imminente rischio di chiusura de Il Manifesto. Sarebbe una perdita gravissima per la sinistra e la democrazia italiana.
Sottoscriviamo per il giornale e compriamolo (se qualcuno riuscisse a far cambiare idea al Governo – per esempio il sottosegretario D’Andrea, che è persona colta e sensibile – farebbe opera buona e meritoria).

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