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Il PD e la questione morale

di Enzo Santochirico

Il PD e la questione morale

PD ammaccato ma reattivo.
Bersani evita una rischiosa difensiva, non nasconde né sminuisce, fa un bagno di umiltà e cerca una via d’uscita (non un riparo o l’immunità) non solo per il suo partito ma per l’intero sistema politico.
Lo fa con una lettera al Corriere della Sera, che qui pubblichiamo, in cui afferma principi, propone leggi, ribadisce metodi di comportamento. In precedenza il Pd aveva presentato proposte (anch’esse qui pubblicate) sui costi della politica.
Non ho lesinato critiche in passato ad una certa burocratica opacità di Bersani nella guida del Pd, che aveva disilluso anche chi, come me, aveva riposto in lui fiducia nel rilancio di un partito nato male e cresciuto peggio.
Così come non ho nascosto l’opinione – da molti commentatori condivisa – che abbiamo conseguito buoni risultati alle elezioni di maggio più per disgrazie altrui che per meriti nostri, avvertendo che ci toccava afferrare questa opportunità, dandole una prospettiva e un percorso.
Il pasticcio sui referendum elettorali è stato un passo falso, che ha sciupato un’ottima occasione per proseguire una rianimazione della passione civile della società assopita nell’individualismo liberista di questi decenni, rinverdendo una tradizione partecipativa e democratica un tempo invidiata all’Italia. E’ sembrato riaffacciarsi il Pd avviluppato in se stesso e nelle sue annose e irrisolte contese interne.
I casi Tedesco e Penati facevano temere il peggio.
Nel primo caso non è andata così come avrebbe dovuto e si è riappannato il profilo di un partito aperto e responsabile, che sa decidere ed essere coerente. Nel secondo decisamente meglio perche’ Penati, senza aspettare e pur avendo un ruolo istituzionale ne’ apicale ne’ gestonale, si e sospeso prima dimesso poi, pur essendo meramente indagato ( senza essere ne’ destinatario di misure cautelari ne’ di richiesta o di provvedimento di rinvio a giudizio ).
Ho tempestivamente sottolineato la positivita’ di questo segnale.
Con l’intervista al Corriere, Bersani non arretra ma spinge ancora avanti ed evita trinceramenti perdenti. Verrebbe da dire: “Bene, avanti cosi”. A una condizione: che non siano segnali di fumo che si disperdono immediatamente. Posizioni non solo enunciate nelle dichiarazioni, ma applicate nella vita concreta di ogni contrada italiana.
Bersani dice al Corriere:” Intanto, Penati ha fatto con correttezza e responsabilità un passo indietro. Questo è infatti il nostro secondo criterio: in caso di inchieste le istituzioni e il partito, in attesa che le cose si chiariscano, non devono essere messi in imbarazzo e devono poter agire in piena serenità”.
Se vogliamo essere credibili e coerenti,questo principio deve essere universale, applicandolo senza limitazioni di latitudine o longitudini, in Lombardia come in Basilicata. Altrimenti, anche in questo caso il pd, contrariamente a quello che vuole Bersani, apparira’ non solo politicamente omogeneo agli altri partiti, ma anche maldestro nel ritenere distratti o sciocchi i cittadini.

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