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Governo Monti e Basilicata: dialogando con Ribba

di Enzo Santochirico

Governo Monti e Basilicata: dialogando con  Ribba

Il mio carissimo amico Antonio Ribba, commentando la mia nota ( la terza, in una settimana, sul governo Monti), mi pone qualche domanda su vicende lucane, a causa di un mio incidentale riferimento ad un suo articolo di qualche giorno fa, e mi provoca sulle contingenti vicende lucane.
1) Cominciamo dal Governo Monti. Ho detto e ripeto qui che era una soluzione necessaria e ho auspicato che fosse limitata a varare quelle misure di emergenza cui anche Antonio Ribba fa cenno.
Avevo e ho l’impressione che non sia solo questo, e perciò alludevo alla “fascinazione tecnocratica”, non dell’Italia e della Grecia come mi fa dire Ribba, ma alla componente liberalmoderatacattolica del PD che potrebbe essere tentata di trasformare una soluzione d’emergenza in una strategia politica di più lunga durata.
Segnalo al mio attento amico l’editoriale di Panebianco sul Corriere della sera del 21 o l’intervista di Cacciari alla Gazzetta del 22, che non penso leggano il mio blog e perciò non possono essere stati da me influenzati, ma che  confermano che fossero temi reali quelli che sollevavo, ai quali io, non loro, facevo seguire indicazioni per una concreta iniziativa politica.

      D’altro canto, sarà un caso che il segretario regionale PD si sia definito un “montiano ex ante”?
2) Quanto ai commissariamenti, confermo che non mi piacciono quando incidono sulla effettiva dialettica democratica, né a livello nazionale né locale.
La mia battuta era rivolta a richiamare uno sguardo più profondo sulla realtà lucana, la cui lettura spesso oscilla fra frettolose trasposizioni di schemi e formule dal livello nazionale a quello regionale e pericolosi provincialismi che estrapolano la regione lucana da ogni contesto.
Ovviamente, io per primo mi sento vincolato all’obbligo morale e politico di non fermarmi in superficie e di non arrendermi alla tremenda e quotidiana fatica di “trovare modi e forme per riformare la politica e rinnovare il centrosinistra”, che spesso registra insuccessi e sconfitte e rari e complicati avanzamenti.
Del resto, è una difficoltà non circoscritta alla Basilicata, ma estesa all’Italia e, direi, all’Europa.
Basta leggere la stampa odierna per annotare il perverso intreccio politica/sistema amministrativo e imprenditoriale pubblico ( gli scandali ENAV e Finmeccanica), le divaricazioni politiche anche nelle emergenze (divisioni del centrosinistra dopo la formazione del Governo Monti), la sconfitta di Zapatero in Spagna (fino a qualche mese fa indicato come rappresentante delle nuova e vincente versione del socialismo).
Se poi dovessimo accedere a qualche interpretazione più radicale, come quella che Loretta Napoleoni dà nel suo “Il contagio” , capiremmo quante ancor più complesse e fondamentali implicazioni siano connesse a nuove forme della politica e a una rinnovata vitalità del centrosinistra.
Perciò, caro Antonio, non so quali tempi ci vorranno in Basilicata . Spero presto, qui come altrove, e per questo continuo a essere impegnato “professionalmente” in politica, pronto a ritornare alla mia professione (ed è tentazione ricorrente) quando dovessi convincermi che l’opera non solo è difficile, ma vana.
3) Infine, circa le domande sulle dimissioni (che sono atto volontario) dell’assessore Restaino e della Giunta, rispondo che l’assessore le ha pubblicamente escluse, mentre su quelle della Giunta non ho notizie, tranne quel che legge nel l comunicato diramato dai segretari del centrosinistra a seguito dell’incontro del 16 novembre.
Sulle mie valutazioni, mi permetto di rinviare al mio intervento alla Direzione del PD del 7 novembre, trasmesso in diretta streaming e poi pubblicato sul sito del PD lucano (spero fra qualche ora anche sul mio).
Si ritroveranno analisi, ragionamenti, proposte sul rinnovamento del centrosinistra in Basilicata,  e anche sul tipo di governo che riterrei più utile, sul rapporto fra politica e amministrazione, sulla relazione fra PD e società lucana.
Posizioni chiare, forse anche persuasive, non ancora maggioritarie e vincenti.
I dialoghi non possono che essere utili a trovare la strada giusta.

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Discussione

  1. Angelo  24 novembre 2011

    Certo che occorre Austerità ed io sono tra quegli sfigati che ritengono pericoloso esagerare sui tagli dei costi della politica per non tornare a situazioni ottocentesche. Tuttavia il primo passo va fatto, indubbiamente, dalla Casta.
    Ma, poi, il problema è proprio nella ‘patrimoniale’.
    Quale?
    Quella possibile, certo, non quella che ci vorrebbe.
    Faccio il caso di Matera, realtà che conosco un po’ meglio: se si facesse una patrimoniale progressiva sugli immobili anche NON accatastati forse un po’ dei guai causati dalla speculazione edilizia si risolverebbero, no?
    Esiste la volontà politica di far emergere i patrimoni sommersi e drenare risorse dai soliti ignoti? E questo il problema locale ( Matera, Italia, ) magari lo risolverebbe. Oggi ne dubito e quello che mi angoscia è che non ritengo probabile che questa volontà ci sarebbe in parlamento neppure in caso di schiacciante vittoria di un PD IDV SEL uguali, nel 2012 – 2013 a quelli di oggi.
    E mi spaventa anche questo diffuso sentimento di rinuncia alla “tanto, ormai…” che vedo dilagare a vari livelli, in primis tra i miei coetanei culturalmente di Sinistra ma che vivono un eterno aventino sociale e politico in attesa che passi la nottata, in realtà consapevolmente costruendosela, lunga e dolorosa.
    Sappiamo bene cosa succede quando ci si ritira sull’aventino.
    Poi, a livello più alto, c’è l’evidente attacco speculativo all’Europa, inteso come nascente polo di prosperità globale.
    Un’Europa con moneta unica stabile e forte, coesa e prospera, evidentemente non piace.
    Ora che anche i ‘bund’ della Germania sono alle corde, rispetto a chi misureremo il loro spread?
    Il PD una risposta europea almeno dovrebbe iniziare a pensarla.
    Perchè credo che la risposta alla crisi sia nella costruzione di un’Europa più integrata ed avanzata di quella esistente. Punto. Poi, i conti nostri, con patrimoniali, investimenti ‘moderni’ ( Fibra ottica, non solo strade ) e taglio del costo del lavoro, vedremo come aggiustarli, no?

  2. Antonio  23 novembre 2011

    Solo un paio, al massimo tre, battute prima di un commento più articolato, una volta ascoltato il tuo intervento alla direzione regionale. Per intanto segnalo ai lettori del blog questo strepitoso editoriale di Barbara Spinelli, oggi su Repubblica. Anzi suggerisco ai gestori del sito di “postarlo”. Se nell’editoriale inserite tutte le volte che potete “Basilicata” in luogo di “Italia”, si apprezza una certa universalità delle riflessioni di Spinelli. Comunque, questo è il link:
    http://www.repubblica.it/politica/2011/11/23/news/pensiero_profondo_politica-25461558/?ref=HRER1-1

    Mi pare che oltre al casuale inciso, c’era anche un occasionale riferimento, nel tuo precedente post, all’illusione sciamanica dei tempi di crisi, che ti allineava alle preoccupazioni dei maggiorenti del Pd lucano, espresse nei mesi scorsi e riferite alla linea aggressiva nei confronti della politica regionale che Leporace mette in atto sul Quotidiano di Basilicata. Non te lo “faccio dire”, e preciso che è solo una mia personale interpretazione.
    Rimanendo ancora per un momento alla (psico)analisi, come non notare lo stringersi a coorte in questa fase dei membri del consiglio regionale e l’attacco concentrico verso esterni, tecnocrati e compagnia cantata. Questo mi porta a prevedere che dopo il rimpasto l’unico tecnocrate, prestigioso esterno, sopravvissuto nella giunta regionale potrebbe essere l’assessora Rosa Mastrosimone. Diciamo che il trionfo della politica “alta” in Basilicata vi porta a nuotare, come i salmoni, controcorrente.
    Fai anche bene a prendere una posizione intermedia tra gli opposti, insoddisfacenti estremismi riguardanti le posizioni sulla Basilicata. Infatti, la virtù, come è noto, è sempre nella posizione mediana.
    Quanto alla tua osservazione che potresti tornare alla professione, questa in politica dovrebbe essere la normalità e non una clamorosa notizia o evento. Beninteso, penso che il tuo apporto sia, almeno potenzialmente, importante per la politica regionale ma credo anche che sia opportuno che gli ex comunisti non facciano la fine degli ex democristiani, dopo 45 anni di costante presenza nelle istituzioni incapaci di vivere fuori dalla politica degli alti incarichi.
    Infine, cari Angeloc. e Angelo, ma secondo voi se il Pd avesse vinto le elezioni, in luogo di sostenere il governo Monti, pensate non avrebbe attuato l’ennesima (e speriamo definitiva) riforma delle pensioni? Io vorrei anche una robusta patrimoniale ordinaria. Vedremo cosa si deciderà, ma forse dobbiamo concludere che il centrosinistra sia contento di lasciare a Monti il compito di tirar fuori qualche indigesta, per il suo elettorato, castagna dal fuoco.
    L’euro e le economie europee (e non solo quelle europee) ) sono ad un punto drammatico. Io credo che se l’euro si dissolvesse, la crisi vista finora dovremmo solo rimpiangerla (ne verrebbe fuori una apocalittica). Purtroppo, occorre austerità (checchè ne dicano gli indignati, su questo punto) e non è memmeno certo che i sacrifici futuri saranno sufficienti ad evitare la rottura.

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