L’incendio che ha aggredito e distrutto la pineta di Policoro è un evento di eccezionale gravità.
Le dimensioni degli effetti prodotti dalle fiamme, pare circa 150 ettari, la compromissione di un’area ricompresa nella riserva naturalistica Bosco Pantano, il danneggiamento delle strutture ricettive-espositive gestite dal WWF, configurano un vero e proprio disastro ambientale.
Ancora più allarmante è il dato, che pare emergere dai primi accertamenti, costituito dalla natura dolosa sell’incendio, che pare abbia avuto tre distinti punti di accensione.
Sarebbe un attentato criminale che si aggiunge ad altri nella zona, non ultimo uno avvenuto nella stessa Policoro la notte scorsa, che obbliga tutti a alzare la guardia per evitare tristi ritorni al passato e pregiudizio irreparabile delle risorse naturalistiche del metapontino.
Probabilmente andranno anche rivisti e potenziati i dispositivi di vigilanza e prevenzione che negli anni passati, anche con un presidio umano più capillare e continuo, avevano ridotto le minacce e i pericoli per l’ambiente.
Così come è necessario uno scatto delle comunità locali e delle sue rappresentanze e reti democratiche per difendere le condizioni di conservazione delle ricchezze naturali e quelle dello sviluppo e della convivenza civile.



“ BRUCIA LA NOSTRA STORIA MILLENARIA”
Ieri, in una giornata con grosse raffiche di vento, sono andati in fumo 20 ettari di bosco planiziale, diversi ettari di pineta e il galoppatoio del Centro Visite WWF di Policoro, nell’ambito della Riserva Regionale Bosco Pantano. I primi accertamenti ci confermano la natura dolosa dell’incendio, fatto partire da diversi punti con vere e proprie micce. L’intervento tempestivo del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco e di uomini e mezzi della Provincia di Matera ( APEA), hanno evitato il peggio. Grazie all’utilizzo di elicotteri e Canader si è evitato il disastro, con possibili conseguenze più gravi.
Stamattina mi sono recato sul posto e mi piangeva il cuore, a quel sito ho dedicato otto anni di impegno istituzionale, da assessore provinciale, mettendo in campo iniziative e progetti di valorizzazione, di miglioramento forestale, di infrastrutturazione, con la realizzazione del Museo Naturalistico e di monitoraggio e controllo antincendio. Quel controllo necessario per evitare disastri di questo tipo. Prova ne è che negli otto anni passati nessun incendio si è verificato in quel sito.
Auspico che la regione voglia riconsiderare il progetto di vigilanza e controllo antincendio messo in campo per due anni ( 2008-2009), con risultati eccellenti. Tutti i protagonisti devono partecipare e contribuire al mantenimento di un patrimonio di inestimabile. valore. Poca cosa sono 200.000 euro di fronte a tale disastro!
Contestualmente mi farò promotore di un ordine del giorno da presentare al prossimo consiglio comunale per la istituzione di un presidio permanente, all’interno della riserva naturale, del Corpo Forestale dello Stato.
Non possiamo permetterci il lusso di giocarci, per indifferenza , questo importante e raro esempio di Bosco sul mare. Il Bosco Incantato deve vivere e per questo c’è bisogno di nuovi investimenti pubblici che completino un percorso avviato, altrimenti ci ritroveremo fra qualche settimana a registrare ennesimi attentati , frutto di spregiudicati che andrebbero, invece, consegnati subito alle patrie galere.
Consigliere Comunale PD
Francesco LABRIOLA